Ho deciso di aprire un blog per i miei pazienti, presenti e futuri, e per tutti coloro che si interessano di omeopatia classica, o che sono alla ricerca di risposte alle loro domande su cosa sia l’omeopatia, cosa serva, che cosa comporti iniziare  a “vedere” la vita omeopaticamente.

“Vivere in Omeopatia” è il titolo del blog, ed è sufficientemente provocatorio: la cura omeopatica, il rimedio, le pilloline di glucosio imbevute, non sono che una piccola parte di quello che realmente è l’omeopatia. Omeopatia è un sistema di pensiero che da alle persone  la possibilità di orientarsi in un modo molto preciso nella loro vita, nei comportamenti che agiscono, nei loro pensieri. (altro…)

gocceIl cavallo di battaglia della medicina occidentale allopatica (quella che si studia all’università, per intenderci) è l’affermazione che dentro i granuli di glucosio dei rimedi omeopatici in realtà non vi sia nulla e che quindi l’omeopatia sia una grandissima farsa, i pazienti siano facilmente suggestionabili e quello che funziona non sia altro se non l’effetto placebo.
Effettivamente, se esaminassimo in laboratorio un granulo di una preparazione omeopatica che porti sul tubetto la sigla dalla 12ch in su (15/30/200 etc), non troveremmo traccia delle molecole della sostanza dalla quale siamo partiti nella preparazione del rimedio.

Non si scappa: c’è una legge fisica (la legge di Avogadro) che afferma che dopo la dodicesima volta che si diluisce qualcosa in un rapporto uno a cento (una goccia di sostanza originaria, pianta animale o minerale, e 99 di solvente), tutto diventa la stessa cosa, e cioè …… e qui si apre il dibattito!

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Queste sono inferenze implicite o esplicite che appartengono al nostro pensare occidentale:

– se non si vede, non esiste

– se non si riesce a spiegare, non lo si prende in considerazione

– se è discrepante all’interno della teoria scientifica dominante, lo si ignora .

Il granulo omeopatico è una di quelle cose che scardinano certezze:  se analizziamo in laboratorio un granulo di un rimedio omeopatico qualsiasi, sopra alla dodicesima diluizione (CH)(indica la percentuale di diluizione   1/100della sostanza di partenza, processo ripetuto per 12 volte) non troviamo alcuna molecola della sostanza originaria.

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Agli inizi del l’800  S. Hahnemann, medico, scienziato e letterato, padre fondatore dell’omeopatia, scrive il testo”Organon dell’Arte di guarire”.

Al paragrafo 9 dice:

“Nello stato di salute dell’uomo la forza vitale, vivificatrice e misteriosa domina in modo assoluto e dinamico (= autocrazia) il corpo materiale (= organismo) e tiene tutte le sue parti in meravigliosa vita armonica di sensi e di attività, in modo che il nostro intelletto ragionevole si possa servire liberamente di questo strumento sano e vitale per gli scopi superiori della nostra esistenza” .

L’organismo sano è un organismo armonioso che esprime l’armonia delle sue facoltà sotto la guida della ragione, per gli scopi superiori della nostra esistenza.

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Tutto è energia.

Questa energia di cui parliamo è qualcosa di molto concreto. In genere ci spaventiamo davanti alla formula di Einstein pensando che … vabbé, si, ok, lasciamola ai fisici!

Eppure, senza voler parlare il linguaggio dei fisici, possiamo trarne qualcosa di interessante anche per noi: la stessa energia è presente in un sasso, nel corpo umano, in una emozione, in un pensiero. La stessa energia, proprio la stessa, quella che Einstein ha definito in una formula che vale per tutte le cose che si conoscono in questa cornice spazio/temporale che chiamiamo “mondo”.

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L’omeopatia si occupa di ‘energia’, semplice!

Di energia come si manifesta negli esseri viventi. Poi, ci sono architetti come Daniel Libeskind che sanno muovere energia attraverso strutture inanimate, ma questo è un altro capitolo!

Ma cosa vuole dire ‘energia’? Siamo nel New Age ancora una volta?

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E’ in corso un dibattito, in Italia e in Europa, che è lo specchio della crisi culturale, economica e sociale che sta investendo il nostro mondo: invece di parlare di contenuti, di valori che generano prodotti, si parla in modo acontestuale solo dei prodotti.

Anche per quanto riguarda l’omeopatia, il fulcro del dibattito sembra essere chi abbia i titoli per esercitare l’omeopatia e chi no, dimenticandosi che, in prima battuta, è necessario chiarire molto bene che cosa sia effettivamente l’omeopatia, quale la visione esistenziale sulla quale si poggia, quale il concetto di salute e malattia a cui si riferisce e via di seguito.

Solo chiarendo bene di cosa si sta parlando si può comprendere quali siano le caratteristiche professionali che un omeopata deve dimostrare di possedere e di conseguenza il percorso formativo più adatto per far nascere futuri bravi omeopati.

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